Provengo da una famiglia di pasticceri: i dolci sono parte della mia anima, ma non ho ereditato il loro talento, che invidia!
La mia passione per la cucina è nata di domenica, quando il mio bisnonno Romeo preparava il risotto alle cipolle. Lo guardavo mentre cucinava, ricordo ancora i suoi movimenti: ho la ricetta, ma è impossibile replicare quei sapori.
La cucina era il regno di mamma e papà, da piccolo mangiavo poco e non ero interessato a quello che accadeva dietro ai fornelli.
Quando ero a casa da solo, aprivo il frigo, guardavo, mischiavo e provavo: i risultati spesso erano pessimi, ma in questo modo ho imparato ad abbinare i cibi giusti. Da studente sono poi diventato papà: non cucinavo più solo per me, ma anche per mia moglie e per la mia bimba.
Mi diverto ancora a fare la spesa, perché come quando ero più piccolo e aprivo il frigo, al supermercato posso inventare e dire: “Questo, con questo e un pizzico di questo”.
Gordon Ramsay è stato lo chef che mi ha fatto scoprire l'alta cucina, dopo di lui Marchesi e Cedroni me ne hanno fatto capire l'arte.
Cucino per Martina e Chiara, loro sono il motivo per cui vivo. Se loro sono felici di quello che gli offro alla sera, se lo gustano e se non lasciano niente nel piatto capisco di aver cucinato qualcosa di buono.
Motto:
"I bravi cuochi vanno in paradiso, io sono destinato all'inferno."



















